Sabato, 24 Gennaio 2026
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Questa frase risuona ogni anno in occasione del Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio. La data è stata scelta quale anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, in ricordo della Shoah, lo sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, per “conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.
È importante e doveroso non smettere mai di ricordare quel terribile periodo in cui, a causa di un folle regime nazista, supportato anche dalle leggi fasciste in Italia, gli ebrei furono sterminati.
Io sono assolutamente favorevole a raccontare, con la dovuta attenzione, queste tragiche vicende anche ai bambini, perché sin da piccoli, si rendano consapevoli che quello che è accaduto ottanta anni fa, può ripresentarsi e dobbiamo evitarlo.
La generosità di alcune persone, che hanno salvato famiglie ebree a rischio della loro stessa vita, è un segno dell’umanità insita nell’uomo, che, anche se sopita, risveglia la coscienza in ciascuno di noi. Per questa ragione esiste una sorprendente letteratura sull’argomento, per i bambini di tutte le età, storie vere e documentate, a loro riproposte attraverso bellissimi e toccanti albi illustrati

 

 Isabella Labate, IL BAMBINO DEL TRAM (Orecchio Acerbo, ottobre 2022, pp. 48, € 17)

 

Questo libro riporta la vera storia di Emanuele Di Porto, che ha visto la mamma trascinata via dai nazisti, nella storica retata all’alba del 16 ottobre 1943, nel ghetto di Roma. La mamma lo scaccia per salvarlo e il piccolo Emanuele di ritrova da solo a scappare per le strade di Roma, fino a salire su un tram, a Monte Savello. Il bigliettaio capisce.
È rapida, opaca, vuota come un abisso, la paura. È uno specchio, la paura. Appartiene ad entrambi, la paura. Si muore a nascondere un ebreo. Si muore a essere un ebreo.
Emanuele viene aiutato e vivrà nel tram per molti giorni, come un bambino invisibile. Si salverà grazie al cuore dei tranvieri romani.
I disegni in bianco e nero come fotografie spente, permettono d’immergersi nella storia di Emanuele, partecipando con emozione alla sua storia, che ancora oggi, viene raccontata dallo stesso Emanuele, 93enne, all’interno delle scuole.

 

 Mario Pacifici, LA PORTA APERTA, disegni di Lorenzo Terranera (Gallucci, gennaio 2025, pp. 40, € 15,00)

 

Nonna Mirella racconta ai suoi nipotini una storia. Non è una favola, ma una storia vera e coglie l’emozione dei piccoli mentre gliela racconta.
Nel cuore della capitale Mirella e Marina, due gemelle inseparabili, sfuggono al rastrellamento degli ebrei nella terribile giornata del 16 ottobre 1943, grazie ad un aiuto che non si sarebbero mai aspettate: il fascista Ferdinando Natoni le accolse nella sua casa come fossero sue figlie, mettendo a rischio se stesso e la sua famiglia. Il suo coraggio respinse gli ordini impartiti dal fascio e le ideologie antisemite, agendo solo ascoltando la propria coscienza.
Nei momenti difficili scegliere il bene o il male può cambiare il destino di una persona o del mondo. Questa è la storia vera di un uomo che stava con i malvagi, ma nell’istante decisivo dimostrò non solo coraggio, ma un profondo senso di umanità.
Nel 1994 Ferdinando Natoni fu riconosciuto dall’Ente per la Memoria della Shoah come Giusto tra le Nazioni.

 

Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere (o sentirsi) felici. Ho molto gradito la lettura di questo libro, di un'autrice giapponese che è arrivata, con il suo libro, a ben 56 ristampe.

E' disponibile il numero di DICEMBRE della rivista Leggere:tutti,  un numero  dedicato al Natale e alla lettura che ha il potere di illuminare le nostre giornate, perchè, come scrive il nostro direttore Patrizia D'Attanasio nel suo editoriale, "il nostro tempo mostra ed esprime un desiderio: cercare la luce".

Per la mia rubrica "Librerie in vetrina" l'intervista a Lele Gabellone, della Shell Libreria Bistrot di Roma, che si è specializzata in un percorso dedicato ai libri e al gusto, in un accogliente salotto in cui il telefonino viene messo volentieri da parte.

Questi sono gli auguri di Buon Natale inviati dalle libraie di Pontenente (via Mondovì 19 in Roma), una piccola libreria per bambini e non solo, dove si cura, con amore, la passione della lettura. Vi propongo i loro auguri, con lo stesso affetto di sempre.


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