Lunedì, 14 Settembre 2026
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DOPO L'8 SETTEMBRE DEL 1943

Sono trascorsi 80 anni da quel giorno, si pensava che fosse finita la guerra, ma il peggio doveva ancora venire. Ricordare è importante, per evitare che tutto finisca in oblio e per non ricadere nuovamente in errori spaventosi.
Nel 1943 Leopold Bermann aveva dodici anni, viveva con la madre a Merano e il fratello Raffaele, malato di tubercolosi ossea. La sua era una famiglia importante di albergatori, ma erano ebrei.

Il padre si era trasferito in America a causa dei pericoli che incombevano sugli ebrei e avrebbe fatto trasferire la famiglia appena possibile.
Il 25 aprile era caduto il regime fascista e l’8 settembre venne firmato l’armistizio: finiva la seconda guerra mondiale e iniziava quella civile, da parte dell’ex alleato tedesco ora diventato nemico. È proprio in quei giorni che Leopold inizia a scrivere uno dei suoi diari, in cui descrive la tragica odissea che lui, insieme ai suoi cari, ha iniziato a percorrere.
La madre, conscia del fatto che la gente del luogo non avrebbe esitato a denunciarli perché ebrei, intraprende un viaggio faticoso e difficile per sfuggire alle retate tedesche e Leo descrive tutto quello che sono costretti ad affrontare, non ultimo il bombardamento dell’ospedale Rizzoli di Bologna, dove avevano trovato rifugio per il fratello Raffaele malato. La descrizione degli ambienti attraversati da questo ragazzo è toccante.
“Quel sangue era un monito. Quel sangue avrebbero dovuto vederlo gli artefici della guerra; ma non soltanto loro. Soprattutto avrebbero dovuto vederlo quelli che forse nel prossimo futuro vorranno una guerra. Allora ogni volta che si guarderebbero in uno specchio vedrebbero che sulla loro fronte vi è scritto con quel sangue: Assassino!”
Le osservazioni di questo sensibile ragazzo pervadono le pagine del suo diario di tristezza e paura, incapacità a comprendere perché esista una religione più o meno giusta di un’altra e perché non sia lecito coltivare un culto diverso dagli altri.
In quel drammatico scenario, il valore del diario di questo ragazzo ebreo non è solo sulla negazione della verità storica dell’immenso crimine scatenato attraverso la Shoah, ma soprattutto “nella malattia di sempre dinanzi alle tragedie altrui, l’indifferenza”.

Leopold Bermann
Storia di un ragazzo ebreo
Diario 1943 – 1946
a cura di Federico Steinhaus
Raetia editore
Gennaio 2023
pp. 120
€ 17,90

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