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SUL NASO RIPOSA LA CUPOLA DELLA FRONTE…

… che sennò precipiterebbe miseramente sulla bocca e sulle guance.
Così Ghoete definiva il naso, escrescenza della testa che arriva sempre prima di tutto il resto ma che ha delle peculiarità originali. Questa piccola opera teatrale di Pasquale Panella dal gusto – anzi – dal profumo intenso, ha per titolo “NASO o delle cattive letture, delle scritture impure” e ricorda all’autore di essere stato anche lui un ragazzo.
In veste teatrale, Naso e Nasìce duettano parlando di nasi, l’uno senza naso che andrà a naso nello svelare il segreto del teatro costruito con le parole, l’altra che con il suo naso sente puzza di bruciato e vorrebbe piangere invece di parlare.
Parlano senza dire alcuna verità e un coro di annusatori sostiene il loro dialogo, o forse, come dice Nasìce, l’autore vuole riuscire nell’impresa di pubblicare l’impubblicabile?
Il naso da sempre è stata una curiosità da approfondire, sia nella letteratura classica che per l’infanzia: ricordo “Il Naso”, celebre novella di Nikolaj Gogol, “Il naso che scappa”, nella giocosa rivisitazione di Gianni Rodari, persino Claudio Baglioni ha scritto una divertente favola dal titolo "L'invenzione del naso" per suo figlio quando era bambino, scritta, pensate un po', con la collaborazione speciale di Pinocchio.
Il copione teatrale di Panella ha decisamente un richiamo di Carmelo Bene, originale, colto e trasgressivo, “senza capo né coda, solo naso. E questo è l’inizio.”.

Pasquale Panella
Naso o delle cattive letture, delle scritture impure
Fefè Editore
2018
PP. 145
Prezzo: € 12,00

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